Canti Etruschi

Quest’è un poema per miei amici italiani ai quali la sorte ha imposto grave sofferenza.

Il fiume schiumante divide quella vecchia memoria,
i pensieri di tempi e populi ben lungo passati,
dove una volta si sentiva il colpo di ferro,
per raggiungere il mano tenero della vittoria,
dove una volta i contadini infossaron' i campi,
sotto il carico del vivere ed il cielo rosazzurro,
Lì si sente il passo pesante del giovane gentiluomo,
cercando vestigia della vecchia voce aspra,
percorrendo il paese, equivale ad una vela irrequieta,
mentre il giorno cade con le nubi di bromo,
Nella lontananza colonne rovesciate,
Statue decapitate sepolte con polvere,
Nel mente del giovane speranze di scoperta,
Che dirigono la sua infatuata corsa,
Immagine magnificenti ascendono dalla storia,
Della danza estatica delle discepole,
che son'ispirate dall‘edema divina,
che attraggono con la canzone morbidolce,
Vascarboni promanano l'effluvio di sogni febbrili,
nei quali il vecchio si ravviva possessivamente,
gemiti, ronzii estraniati da questa terra mortale,
persuonano l'atrio aleggiato di fumi subalbi,
Vincolato dal desiderio ardente il giovane s'avvicina,
dimenticando la via, la famiglia, su cara Proserpina,
lassù dove una volta l'agricoltore implorava l'adespota,
a dove si dava un'immagine alla speranza inarticolata,
Le discepole salutano il giovane lietamente,
ed elevano le sue voci olimpiche eufonicamente,
prodigando lodi alla coppia divina di Uni e Tinia,
consegnando ghirlande colorose all'improvvisata,
Pieno di stupore il giovane attraverso il peristilio,
abbassando il capo sotto lo sguardo severo del padre,
riscaldandosi agli occhi benevoli della madre,
mentre il profumo del rosmarino corteggia l'ingegno,
Si sveglia la membranza dellle faccie litiche sorridenti,
dei fegati sanguinosi che animano le dizione dei sofi,
che insegnavano la antica disciplina ai gerofanti,
persino quando il popolo uscì per ardere il mondo,
Un sospiro, effimero, sfugge dal seccato polmone,
speranzosamente ed elegiacamente afflosciandosi
il giovane accede alla terrazza dove, nei crepuscoli
serotinali gli effigi si dissolvono querulosamente,
Così il sogno finisce, assai dolcemente, sulla collina,
sfarinata nella mente la vecchia memoria dei eruditi,
Guardando le colline che si serpeggian' nel paese,
la memoria soave leggermente impallidisce,
In mezza alle rovine Morfeo ricopre benignamente
il volto del gentiluomo col sonno di cannella,
acciocché il sogno oblii e diventi mito
e la gente si aduni intorno all'aedo,
per raccontare la partenza della sala olimpica,
per trovar' speranza quando la beltà è assente.

3 Kommentare zu „Canti Etruschi

  1. La poesia è molto profonda, ricca di riferimenti mitologici e letterari, in particolar modo dal mondo greco antico. Il linguaggio inoltre, è piuttosto arcaico e perciò sembra esser stata scritta in altri tempi.
    Leggendola è anche possibile immaginare la scena. Si percepisce la passione dello scrittore e il tanto studio della storia.
    È bello sentire un tale patriottismo da parte di un giovane scrittore di un’altra nazione.

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